Chissà se quando inventò la stampa a caratteri mobili nel 1455, Johannes Gutenberg immaginava il grandissimo impatto che avrebbe avuto sul mondo, sulla cultura e su qualcosa che ancora neppure esisteva! Per tratteggiare l’evoluzione dell’adv nel corso dei secoli dobbiamo infatti partire proprio da quì, perché fu la stampa il primo esempio di pubblicità che possiamo rintracciare nella storia.

Oltre 500 anni dopo, è stata un’altra rivoluzione, quella digitale, a cambiare di nuovo completamente lo scenario e a dare un’accelerata senza precedenti all’evoluzione dell’adv.

Ripercorriamo insieme in poche tappe fondamentali tutto quello che è successo. E facciamo il punto su dove siamo e dove stiamo andando.

Dai volantini ad internet

Copriremo un arco temporale pazzesco e lo faremo accennando solamente alcune date, momenti, spinte evolutive fondamentali.

Il primo accenno di pubblicità possiamo farlo risalire al 1477, quando tale Wiliam Caxton, tipografo, iniziò a far circolare dei volantini; un po’ di fumo c’è riguardo alla materia di propaganda: in alcuni testi si attribuisce a Caxton la promozione dei suoi libri, in altri le cure termali a Salisbury.

I primi veri e propri annunci pubblicitari invece nascono attorno al 1630. È la “ville lumière” il luogo dove viene stampata la prima gazzetta, con l’obiettivo di raccogliere anche annunci pubblicitari a pagamento. Il padre di questa iniziativa è Théophraste Renaudot.

Sempre in Francia si assiste ad un altro momento di evoluzione dell’adv, quando compaiono i primi manifesti, affissi per la città e molto spesso a firma di artisti importanti. Primo tra tutti Toulouse-Lautrec.

Lo scatto verso un modello pubblicitario più complesso, nel quale compare il mix tra differenti media – carta stampata, radio e televisione – si concretizza a seguito della rivoluzione industriale quando il potere d’acquisto aumenta, così come la produzione di sempre più beni, anche quelli che oggi chiamiamo commodities.

Arriviamo così al più grande cambiamento che a memoria d’uomo possiamo ricordare: internet, il World Wide Web, la globalizzazione.
Il protocollo http, introdotto nel 1991, apre la porta ad un modo completamente nuovo di comunicare e soprattutto rende possibile avere potenzialmente tra i propri clienti in target persone provenienti da tutto il mondo. Tra il 1994 ed il 1996 iniziano ad apparire le prime pubblicità online, i primi banner.

Ma non è finita qui! Il primo decennio degli anni 2000 porta con s’è un’ulteriore ed enorme novità: il Digital Signage.

Digital Signage, l’ultima evoluzione della pubblicità

Il processo di digitalizzazione iniziato negli anni ’90 ha coinvolto anche le insegne pubblicitarie. Se prima dunque esistevano solo i cartelloni pubblicitari, l’esplosione del digitale ha portato alla nascita dei maxi schermi, collocati in punti strategici quali piazze, centri commerciali, punti vendita.
E’ stato creato anche un termine per riferirsi a questa nuova area dell’adv: Digital Out of Home.
Il progresso del settore è stato costante e nei primi anni 2000 si ha avuto la percezione che fosse davvero inarrestabile.

Nel 2009 la Digital Signage Expo pubblica un primo report, Quartely Business Barometer Survey, contenente statistiche e previsioni sul settore. Tra i dati riportati, molto interessante quello del sentiment rilevato in Nord America: il 97% degli intervistati aveva un’opinione positiva circa lo sviluppo di questo strumento promozionale.
Tra loro, da un lato gli utenti finali e dall’altro adv-marketing manager, quelli che si occupano di fare le scelte. Uno dei pochi casi dunque in cui emittente e destinatario sono d’accordo sulla bontà del mezzo di comunicazione.

La crescita del Digital Signage negli anni non si è mai arrestata, anzi. Secondo una relazione di ReportsnReports, il mercato raggiungerà i 32.84 miliardi di dollari entro il 2023, con un tasso di crescita annuale del 7.4 percento tra il 2017 e il 2023.

Numeri che parlano da soli. Ma che possiamo spiegare alla luce degli enormi vantaggi che questa modalità di advertising digitale porta con sé:

  • l’impatto visivo, garantito dalla grandezza e dalla forma dei ledwall che colpiscono l’utente finale e lo coinvolgono in un’esperienza memorabile;
  • il miglioramento della percezione del brand, che viene ricollegato alla spettacolarità del messaggio e dunque collocato in una posizione di eccellenza;
  • la possibilità di sfruttare contenuti dinamici aggiornati in tempo reale, creare social media engagement, puntare su geo fencing, messaggi multi screen, interattività, realtà aumentata, interfacce gestuali, audience reactive content;
  • la prossimità al punto vendita, tanto fisica quanto temporale.

Il Digital Signage, quando il messaggio pubblicitario “ti abbraccia”

Il Digital Signage è forse uno dei picchi più elevati nell’evoluzione dell’adv sul piano digitale.
Perché sfruttando le leve del marketing di prossimità riesce a fare qualcosa che nessun altro strumento pubblicitario potrà mai fare: pilotare il comportamento d’acquisto del potenziale cliente, nell’immediato.

Grazie ai grandi e spettacolari schermi a led collocati in punti strategici dei centri commerciali, il brand viene portato praticamente ad un metro dall’acquisto, con una forza emozionale e visiva senza pari. Rimane davvero difficile non soffermarsi sullo spot e, passo immediatamente conseguente, non pensare che forse quel prodotto potrebbe fare al caso nostro.

Il vantaggio enorme che il digital signage porta con sé, sta nella possibilità di intercettare tanto la domanda espressa – se sei al centro commerciale perché hai bisogno di un profumo, la pubblicità di Paco Rabanne avrà di certo un impatto immediato – che quella latente. Perché se stai passeggiando in attesa di un amico con il quale vi siete dati appuntamento e vedi la pubblicità dei Baci Perugina, è probabile che la tua voglia venga accesa e che tu finisca per offrirne uno anche alla persona che stavi aspettando!